Gentili Signore ed Egregi Signori,
un altro anno è trascorso e, come è ormai consueta, gradita e doverosa abitudine, desideriamo rivolgerci ad ognuno di Voi per ringraziarVi. Avete, con la Vostra scelta, permesso al nostro istituto di condurre la propria quotidiana attività di ricerca e di didattica. Ci avete permesso, acquistando i nostri servizi, di poter partecipare allo sviluppo della nostra comunità, dimostrandoci stima ed amicizia. Di ciò, sappiate, andiamo fieri oltre che grati. Altresì, sentiamo la necessità di rivolgerci a coloro, che abbiamo deluso, per chiedere quella comprensione, che non abbiamo saputo donare per primi.
Un altro anno è trascorso ed un altro incalza. Vi saranno affanni, gioie ed ancora dolori. Vi saranno terribili sciagure e momenti di somma estasi, che si confonderanno tra l'ipocrisia, sorda, assordante ed autocelebrativa di quell'ammasso carnale, invadente, ottuso e violento, che chiamiamo umanità, ed il suo umano, reale ed ancora incompreso ruolo. Questo strano gruppo di viandanti del tempo, di cui ognuno è, pur con i propri limiti, unico ed insostituibile componente, percorrerà, tra bene e male, tra trovati e dispersi, ancora una tappa. Il nostro augurio per questo nuovo anno è che possiamo trovare sempre e comunque la forza di guardare ogni partecipante a questa obbligata maratona, così per come è ed al di là di come appare: traguardando oltre i suoi ed i nostri limiti, oltre i suoi ed i nostri giudizi, per comprenderlo, in modo così profondo da non poterlo più distinguere da noi stessi.
A tutti Voi l'augurio di un Nuovo Anno colmo di pace, di serenità e di prosperità.
L'ISTITUTO ISU e Programma Italiano.

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