Media
e comunità
Comunicare,
ed in lingua italiana, può avere un senso in questa epoca
così iperproduttiva di immagini, suoni ed informazioni
scandite a ritmi sempre più accelerati?
A
noi di Programma Italiano, più che di babele globalizzata,
il mondo pare un "brodo primordiale" di intelligenza
non pienamente consapevole di sé.
Noi
sappiamo anche che un brodo ha, come tutti i piatti, tempi e
modalità di cottura.
Per
noi Internet è come una moderna cucina, tutta acciaio
inox e piastre di cottura integrate, elettroniche ed "autoqualcosa":
ma il brodo deve consumare, il sale ci deve essere ed il tempo,
anche se scandito a pressione, pure.
Da
umanisti ed "italianisti" potevamo scegliere l'eremitaggio
(solitamente passiamo per quelli che si interessano di moribondi
se non di cadaveri culturali) o trarre vantaggio da questa affascinante
situazione (seppur tragica come quasi tutta la storia dell'umanità)
per contribuire, tecnologicamente parlando, alla ricetta del
brodo culturale.
Forum,
chat, radio, video, messaggi telefonici: incontrare per comunicare,
comunicare per paragonare, paragonare per conoscere, conoscere
per comunicare con l'esistenza. Senza incontro, definendo tale
anche quello con la più profonda introspezione di ognuno,
non esiste cultura.
Ed
allora, un po' "naïf", un po' ingenui, un poco
presuntuosi, non rimane che invitarvi a comunicare, per scoprire
che una lingua (per esempio l'idioma italico) non è altro
che un "media", una porta, un varco, che conduce a
contatti ed incontri, che possono trascendere il convenzionale,
il sociale e, forse, se ciò con cui esordiscono i libri
sacri delle grandi religioni monoteiste fosse vero, oltre l'immanente
fisico convenzionalmente percepibile.
A
tutti un buon incontro.