- Il Rapporto Donna-Lavoro
In Inghilterra
-
Come gli italiani sono visti da
me
Il
Rapporto Donna-Lavoro In Inghilterra
Durante
gli ultimi due decenni, il numero delle donne che hanno
ottenuto un posto di lavoro in Inghileterra è crescuito
significativamente. Mentre nel passato il ruolo tipico
della donna era di casalinga, oggi è più riconosciuto
come quello di donna in carriera. Questo perché più
donne, continuando a studiare per ottenere un'istruzione
superiore, stanno diventando competitive nel mercato
del lavoro proprio come i loro equivalenti maschili.
Il fatto che il tasso di natalità sia diminuito in Inghilterra
con gli anni permette anche il fatto che più donne dedichino
più del loro tempo alla carriera e meno tempo al loro
ruolo di mamma a tempo pieno. Sebbene le donne in Inghilterra
preferiscano lavorare piuttosto che restare a casa come
casalinghe, ci sono molti fattori che hanno rinforzato
il recente rapporto tra donna e lavoro. Per esempio,
molte donne si sentono obbligate a tornare a lavorare
dopo la nascita dei loro figli perché, semplicemente,
non possono permettersi di crescere un bimbo solo con
uno stipendio, cioè con lo stipendio dei loro compagni
o mariti. I problemi finanziari obbligano anche più
donne a lavorare, se sono madri single. Oltre all'indipendenza
finanziaria che l'impiego offre ad una donna, esso permette
anche alla donna manager di prendersi un periodo di
riposo dalle faccende domestiche in casa. Anche se i
ruoli sessuali nella famiglia sono più uguali grazie
al fatto che l'uomo è più di aiuto nelle faccende domestiche
come cucinare, pulire ed avere più responsabilità verso
i bambini, la donna porta ancora la maggior parte del
carico di questi doveri. Quindi molto non è cambiato,
nonostante il rapporto nuovo tra donna e lavoro, perché
lei capisce ancora che ha il dovere di assumersi la
responsibilità della sua famiglia.
(A questo brano sono collegati interventi
sul forum dedicato all'Ospite).
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Come
gli italiani sono visti da me.
Come
per altre nazionalità, ci sono anche tanti stereotipi
associati all'Italia intesa come nazione. Per la maggior
parte della gente che non ha mai visitato il Bel Paese,
questi stereotipi includono: il cibo, la moda e la mafia.
Devo ammettere che, quando sono arrivata a Torino per
la prima volta, le mie idee non erano molto diverse
da questi ma dopo aver passato oltre un mese qui, sto
cominciando a vedere che solo alcuni, ma non tutti,
di questi punti di vista relativi agli italiani, sono
veri.
Dunque,
che cosa penso degli italiani? Abitando con due uomini
italiani, vedo che lo stereotipo associato alla nazione
e alla gastronomia è, generalmente, giusto. I miei coinquilini
danno grande enfasi a che cosa mangiono e bevono. Infatti,
il cibo è molto importante nella loro routine giornaliera,
com'è per la maggior parte degli altri italiani che
abitano a Torino. Da quello che ho visto, la gente italiana
segue una dieta molto sana fatta di delicatezze fresche,
pasta, frutta, verdure e carni e spesso anche altri
cibi considerati come "fast food" negli altri paesi,
come la pizza, sono consumati volentieri qui perché
sono cucinati con l'uso di ingredienti più freschi e
più sani.
La
routine giornaliera degli italiani è anche influenzata
dalla loro fissazione per il cibo. Per esempio, molti
negozi a Torino chiudono a mezzogiorno per due o tre
ore così che la gente può mangiare e avere un periodo
di riposo. Al contrario, in Inghilterra, sono molto
diverse le idee associate alla gastronomia e ad uno
stile di vita più rilassata, in particolare perché la
gente è molto preoccupata per il proprio lavoro, che
tocca tante altre aree della vita, pur includendo che
cosa e quando mangiare. Per esempio, poiché molta gente
lavora per lunghe ore e conduce uno stile di vita molto
impegnato, ha meno tempo per cucinare e quindi, conta
su "fast food" e piatti pronti che può mangiare in movimento
e che sono spesso molto calorici e generalmente fanno
male alla salute. Gli inglesi inoltre bevono birra in
gran quantità, mentre in Italia, il vino è preferito
ed è considerato più salutare delle pinte di birra.
A
proposito della moda, sicuramente, gli italiani sanno
meglio come usarla. Lo stereotipo associato all'Italia
come una delle più eleganti nazioni sembra vero a giudicare
da quello che ho visto da quando sono nel paese. La
gente va orgogliosa del suo aspetto ed i vestiti sono
disegnati in modo da essere adatti alla figura naturale
dell'individuo. Anche l'abbigliamento informale è molto
elegante. In Inghilterra, per contro, la gente è meno
affascinante, cosa che non mi sarei aspettata considerando
il fatto che è una nazione più ricca. In confronto alle
donne italiane, le donne inglesi hanno un aspetto un
po' meno femminile: o spesso si vestono con vestiti
che sono enormi per loro, particolarmente le donne che
sono più grasse, o si vestono con tenute troppo succinte
ed espongono più di quello che sarebbe considerato normale
o sexy. Ho notato che, generalmente, gli italiani sono
più magri dei loro omologhi inglesi, il che è forse
riflesso nella loro sicurezza nel vestire più elegante
e più sexy.
Generalmente,
gli italiani a Torino sembrano piuttosto riservati grazie
allo stile di vita rilassata che conducono. Sebbene
ci sia poco andirivieni nella città durante il giorno,
la città diventa vivace di notte. Le piazze sono piene
di uomini, di donne e di bambini anche nelle prime ore
della mattina, particolarmente nei weekend. I giovani
danno vita al weekend: con i loro amici, riempiono i
pub e le discoteche e gli piace bere alcol, fumare e
ballare, cosa che è molto simile a quello che fanno
i giovani in Inghilterra e nelle altre città europee.
Complessivamente,
gli italiani non sono molto diversi dai popoli che vivono
nelle altre nazioni, particolarmente in Europa, ma questo
non vuol dire che non siano un popolo unico, che anzi,
ha molti attributi per cui potrebbe essere considerato
meglio di altri. Gli stereotipi negativi che sono spesso
associati all'Italia, come la mafia, esistono, com'è
riferito generalmente dai notiziari, come la camorra
a Napoli, per esempio. Comunque, c'è concussione e corruzione,
fino a certo punto, in ogni nazione, quindi, non è giusto
etichettare tutti gli italiani, per esempio come "mafiosi",
a causa delle malefatte di una minoranza nel paese.
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